giovedì 9 maggio 2013

Le attività SEO richiedono tempo e pazienza

Perché per la SEO ci vuole così tanto tempo? Perché devo aspettare così tanto prima di vedere risultati? Se vi siete affidati ad un SEO, almeno una volta nella vita, avrete sicuramente posto queste domande al vostro consulente, ansiosi di capire dove vanno i vostri soldi, come vengono spesi, in cosa consiste il lavoro del SEO, ma soprattutto perché alcune attività, come quella della link building, richiede così tanto tempo.

In realtà, non richiede solo tanto tempo, ma anche molta pazienza.
Un articolo di Search Engine Journal spiega quali sono le attività SEO che richiedono tempi più lunghi e il maggiore dispendio di energie. In breve, ecco i motivi per cui, se volete andare lontano, dovete avere pazienza.
Analizzare la concorrenza richiede più tempo di quanto possiate pensare

A meno che non mettiate sul mercato un prodotto o un servizio innovativo, avrete dei competitor forti e già piazzati sul mercato, ben visibili nelle SERP (risultati dei motori di ricerca). Individuare tutti i concorrenti e portare il vostro sito agli stessi livelli dei siti concorrenti è un’operazione che richiede tempo e costanza.

Anche il migliore dei SEO avrà bisogno di capire qual è la vostra posizione in rapporto alla concorrenza. Nella maggior parte dei casi infatti, i vostri competitor hanno impiegato anni per costruire un sito che funzioni e per alimentare la link building.
Un’analisi approfondita prenderà in considerazione ogni singolo link che porta alle pagine del sito dei competitor, studierà la lista di parole chiave con cui si posiziona e con cui vorreste posizionare anche il vostro sito!

Per agevolare questo lavoro ci sono dei tool, come Majestic SEO e Open Site Explorer, che possono aiutare a tracciare un quadro più preciso della situazione attuale, ma questa è in ogni caso un’operazione lunga.
Se il vostro settore è troppo competitivo, a volte, è necessario rivedere la strategia. Se le parole su cui state puntando sono troppo concorrenziali, è bene puntare sulla long-tail, ovvero su quelle keyword che possono contare su un numero medio-basso di ricerche, ma che messe insieme possono ritagliarsi, in meno tempo e meno difficoltà, una fetta di mercato considerevole. Puntare sulle nicchie e sule micro nicchie può fare la differenza.
Ottenere link da siti autorevoli

Si fa’ presto a dire “link building”! Spesso chi ha un’azienda online chiede con estrema facilità che vengano inseriti qua e là dei link che puntino al proprio sito.
Ma ne vale sempre la pena, indipendentemente dal sito? Certamente no!
Innanzi tutto, bisogna individuare i siti che i vostri competitor usano per i backlink.
Ci sono normalmente, un po’ dappertutto e per ogni settore, dai 5 ai 100 siti diversi che tutti i vostri competitor usano per aumentare la link popularity e l’autorevolezza del loro sito.

A questo punto, è necessario creare un database, evidenziando quanti di questi link vengono dallo stesso sito, da quali pagine, a quali pagine puntano e da qui potrete capire meglio come poter ottenere anche voi un link da questi siti.
Ma c’è di più, perché oltre a fare questo, è fondamentale andare oltre: trovare link da pagine che nessuno dei vostri competitor sta usando, o almeno pagine usate da un numero molto ristretto di competitor.

Oggi è davvero difficile trovare siti di qualità che non siano già stati sfruttatati dai concorrenti per la link building, ma è possibile ed è uno dei nodi centrali di una link building di qualità.
Tutto questo, come potete immaginare, richiede tempo. Ed è solo l’inizio!

(Fonte: www.pmiservizi.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

App mobile, Viber si lancia nella versione desktop

Viber, l’applicazione mobile che consente di inviare messaggi gratuiti ed effettuare telefonate in HD sfruttando il traffico dati, ha annunciato il rilascio di Viber Desktop per Mac e PC. L’applicazione, disponibile su Android, iOS, Windows Phone e BlackBerry, ha permesso a oltre 200 milioni di utenti di inviare messaggi gratis e chiamate in ogni parte del mondo e ora intende trasferire la stessa modalità di utilizzo anche per chi si trova davanti a una postazione desktop.

Come riportato nel comunicato stampa ufficiale di Viber, l’azienda ha replicato il processo di attivazione alla base dell’applicazione mobile anche nella versione desktop. Non appena si installa Viber Desktop, viene richiesto l’inserimento del numero di telefono su cui è presenta l’app mobile. Il passaggio successivo prevede l’invio di un codice al dispositivo mobile che automaticamente trasferirà i contatti presenti sullo smartphone all’applicazione desktop.

Viber ha realizzato una serie di funzionalità combinate, tra cui la possibilità di trasferire le chiamate tra Viber Desktop e Viber app con un semplice click, di ricevere e inviare messaggi su tutti i dispositivi di eliminare una conversazione da un unico dispositivo (eliminandola contemporaneamente da tutti gli altri dispositivi su cui Viber è installato). “La gente spende una notevole quantità di tempo sul proprio smartphone. Tuttavia, molto dell’uso che si fa delle applicazioni avviene anche in casa o in ufficio, dove si hanno a portata di mano computer portatili o desktop. Con Viber Desktop è ora possibile utilizzare sempre il dispositivo più comodo“, ha così commentato Talmon Marco, CEO di Viber.

La novità che coinvolge soltanto la versione desktop riguarda la possibilità di effettuare videochiamate, in questo caso però solo da desktop a desktop. Il rilascio di Viber Desktop si inserisce nel rilascio della versione 3.0 dell’applicazione, che assicura una serie di aggiornamenti dedicati a tutti i dispositivi. Tra questi, l’ultimo stato online, il miglioramento delle prestazioni, l’invio di foto, nuovi adesivi e i video messaggi.
L’aggiornamento più importante riguarda il supporto a otto nuove lingue, oltre alle 27 lingue globali. La versione per Android supporta ora l’olandese, il coreano, lo svedese e il turco, mentre la versione per iPhone ha aggiunto l’olandese, l’indonesiano, il coreano, il malese, lo svedese, il tailandese, il turco e il vietnamita.

(Fonte: www.pmiservizi.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio stampa

mercoledì 8 maggio 2013

Google omaggia Saul Bass con un doodle animato

La homepage odierna di Google ospita un doodle per festeggiare le 93 candeline che Saul Bass avrebbe soffiato oggi.
Questo il geniale omaggio che il motore di ricerca Big G. ha voluto rendere all’importante figura creativa statunitense.


Saul Bass avrebbe compiuto oggi 93 anni: designer, pubblicitario americano, ha firmato titoli di coda, poster e sequenze di apertura per pellicole indimenticabili come “La donna che visse due volte”, “Psycho”, “Intrigo Internazionale” ma anche “Spartacus” e “Shining”. Google lo festeggia con un doodle animato: un cortometraggio da mettere in play sulla home di Big G. Ecco qualche estratto.

Il genio creativo Bass nasce nel 1920 nel Bronx a New York e la sua attitudine gli fa ottenere con facilità una borsa di studio all’Art Students College di Manhattan appena compie 18 anni.
Nel 1944 inizia a lavorare con Warner Bros e da quel momento non prenderà mai più le distanze dal mondo del cinema, fino alla morte che lo sorprende il 25 aprile del 1996 a 75 anni. Lo ricordiamo anche per la grafica di “Casinò” di Scorsese e di “Schindler’s List” di Spielberg e per aver creato i loghi di At&T, Minolta e United Airlines.

(Fonte: www.giornalettismo.com)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

martedì 7 maggio 2013

Tecnologia al servizio del turismo, questo è italiavirtualtour

Digitalizzazione, valorizzazione e promozione del patrimonio pubblico e privato del territorio italiano per favorire e sostenere lo sviluppo del turismo.
E’ questo l’obiettivo del portale web www.italiavirtualtour.it che, utilizzando nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento del tessuto produttivo, punta alla realizzazione di progetti di Marketing Territoriale mettendo in essere una serie di programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un comprensorio territoriale.

Proiettati al futuro

In un contesto di mercato sempre più esigente e diversificato, è necessario rispondere con un’azione al passo con i tempi, che si intersechi sul territorio e coinvolga tutti i soggetti interessati allo sviluppo economico quale fonte di nuova ricchezza.

Il Virtual Tour fotografico è un’esperienza visiva che rappresenta la realtà nel migliore dei modi, con riprese fotografiche interattive in High Definition a 360° ed è il più evoluto strumento di comunicazione, che genera un concreto vantaggio competitivo.

per Comuni

L’obiettivo primario è far emergere l’eccellenza del territorio, sostenendone la massima visibilità, quale strumento indicatore della forza disponibile per lo sviluppo economico. Sarà così possibile mettere in luce migliaia di tesori nascosti o difficilmente accessibili che fanno parte dell’immenso patrimonio artistico, culturale e storico d’Italia, preservandoli attraverso un’opera di digitalizzazione che possa rendere le opere d’arte fruibili a tutti.

...e Aziende

Allo stesso tempo, vogliamo porre all’attenzione della new-economy le imprese che propongono prodotti d’eccellenza per rafforzare la crescita della soft economy coniugando conoscenza e innovazione attraverso l’identità, la storia, la creatività e la qualità di un’economia che, attraverso le leve della coesione sociale e della competitività, tragga forza dalle comunità e dai territori.

Attraverso lo strumento del Virtual Tour, corredato da informazioni e itinerari turistici, la nostra azienda è in grado di offrire soluzioni evolute nell’ambito della Information Technology e Web Communication applicate al settore del turismo che consideriamo un supporto concreto per l’economia nazionale.
Intendiamo contribuire concretamente alla diffusione della conoscenza del patrimonio nazionale, rendendolo evidente attraverso la pubblicazione di Virtual Tour e di itinerari tematici progettati per il territorio, che abbiano la funzione di indirizzare visitatori e turisti verso le mete rappresentate.

Uno staff di specialisti nei diversi settori dell'ICT, un progetto editoriale in continua evoluzione aderente alle ultime direttive della Comunità Europea in materia di open data e di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale, permettono di offrire un prodotto all’avanguardia e durevole nel tempo.
A tutto questo uniamo l’esperienza nella comunicazione outdoor, che consente di fornire prodotti turistici specifici, integrati e personalizzati per le esigenze dei soggetti pubblici e privati.

Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

Puoi scovare chiunque sui social, basta una mezza giornata

Bastano dodici ore, non un minuto di più. Anzi, forse meno se chi cerca godesse di qualche incentivo a sbrigarsi. Non c'è scampo: ciascuno di noi può essere individuato attraverso i social network, Facebook, Twitter e compagnia, nel giro di mezza giornata. A partire ovviamente da indizi minimi come una fotosegnaletica, il nome o l'area in cui risiede. Non occorre molto di più per associare un'identità precisa a un volto e a molte altre informazioni collegate. A provarlo, una serie di dati diffusi dallo scienziato Alex Rutherford, che ha coordinato un gruppo di lavoro del Masdar Institute of Science and Technology di Abu Dhabi, dell'Università della California a San Diego, del Massachusetts Institute of Technology e dell'Università di Edimburgo. Insieme ad alcuni collaboratori conduce da anni studi sul tema e, dopo un primo esperimento organizzato dall'agenzia Darpa nel 2009 i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha di recente partecipato a una singolare competizione: la Tag Challenge. Poco più di una caccia all'uomo virtuale con tanto di premio in denaro che ha tuttavia fornito una ricaduta notevole in termini di privacy e identificazione, personal tracking e riservatezza.

Nel corso della caccia al sospetto bisognava trovare cinque persone in altrettante città d'Europa e degli Stati Uniti, da Washington a Bratislava passando per Stoccolma, Londra e New York, partendo da uno scatto dell'uomo o della donna, dalla città e dal fatto che avrebbero indossato una maglia col logo dell'evento. Null'altro a disposizione dei team partecipanti. Rutherford e i suoi, in quella situazione capitanati da Iyad Rahwan, hanno vinto riuscendo a pescarne tre su cinque. Da qui, la riflessione più ampia sui livelli di separazione temporale: quanto tempo occorre per scovare un individuo a caso attraversando i miliardi di contatti e intrecci a cui le decine di piattaforme sociali danno vita? O meglio: quanto tempo serve affinché la mobilitazione condivisa conduca alla sua individuazione? Risposta: appena una dozzina di ore, se non di meno. "È accaduto qualcosa di notevole  -  ha detto l'organizzatore della gara, Joshua deLara  -  una squadra di persone sparse fra Usa, Gran Bretagna ed Emirati Arabi Uniti è stata in grado di trovare una persona in Slovacchia in meno di otto ore a partire da una foto".

Un punto di vista che, anche se in parte diverso, prende le mosse dal pionieristico studio del sociopsicologo americano Stanley Milgram, che nel lontano 1967 dette vita a un esperimento illuminante e apripista del settore: inviò 160 pacchetti a persone scelte a caso negli Stati Uniti chiedendo loro di inoltrare ogni singolo plico a un cittadino di Boston. Unica regola: individuarlo a partire esclusivamente dal nome. Il primo pacco arrivò a destinazione passando solo da due paia di mani in appena quattro giorni. Anche se il resto del carico impiegò molto tempo. I social media hanno decisamente ridotto la forchetta cronologica e rivoluzionato le dinamiche di relazione proiettandole su scala planetaria e stringendoci ancora di più in un unico abbraccio fatto di like, tweet e geotag. Lo si è visto nel caso dell'ultima tragedia di Boston o nel corso delle cosiddette "primavere arabe".  Secondo Facebook, per esempio, saremmo tutti connessi al massimo attraverso quattro gradi di distacco. Due in meno di quanto aveva scoperto Milgram.

"Abbiamo mostrato che queste dodici ore di separazione sono possibili fondamentalmente grazie all'abilità dei social network di mobilitarsi in maniera mirata, sfruttando al massimo la geolocalizzazione nel reclutamento delle persone da coinvolgere nella ricerca" racconta Rutherford disegnando una sorta di esercito mondiale di agenti (neanche troppo) segreti pronti a centrare l'obiettivo attivandosi in tempo reale. Il ricercatore ha aggiunto come i tempi di tracciamento potrebbero perfino raffinarsi e accorciarsi se vi fossero ragioni forti a spingere le persone come un premio, un pagamento o un qualche tipo d'incentivo. Riflessione essenziale che potrebbe avere applicazioni importanti nel modo in cui i politici o le grandi organizzazioni mobilitano i propri supporter o aiutare nelle situazioni d'emergenza per identificare vittime o dispersi. Non si scappa, a parte qualche errore, all'occhio planetario dei social.

(Fonte: www.repubblica.it)

Seo Specialist
Ufficio stampa

Shazam, non soltanto la musica, ora riconosce anche i programmi tv

Oltre 300 milioni di utenti, 10 milioni di ricerche al giorno, 2 milioni di download ogni settimana, un totale di circa 300 milioni di dollari di canzoni vendute tramite iTunes nel 2012. Ecco i numeri di Shazam, l'applicazione per smartphone che riconosce il nome del brano musicale che state ascoltando con un semplice tocco. Ora, dopo aver conquistato il mercato musicale, la compagnia inglese vuole entrare anche nei nostri televisori. Come? Con un servizio che arricchisce la visione di un programma con informazioni e contenuti extra. Ad esempio, mentre sullo schermo scorrono le immagini di Titanic, Shazam mostrerà curiosità sul cast, link al sito ufficiale o alla pagina su Wikipedia, i profili Twitter degli attori protagonisti o i cinguettii degli altri appassionati sull'argomento. Il software registra l'audio del programma e lo confronta col suo archivio, che comprende anche trasmissioni in diretta come concerti o eventi sportivi. Così è in grado di capire cosa stiamo guardando in pochi secondi.

"Possiamo fornire qualsiasi tipo di informazione. Per ora potrete scoprire la trama di un film o il nome del protagonista, ma in futuro anche la marca e il modello del vestito indossato da una cantante o un attore, e con un click arrivare al negozio online dove acquistarlo", spiega Andrew Fisher, amministratore delegato di Shazam dal 2005, sul sito ufficiale. L'obiettivo è creare un nuovo tipo d'interazione tra immagini e utenti, una sorta di versione 2.0 del tasto rosso dei decoder satellitari o terrestri. Del resto, un recente rapporto dell'istituto di ricerca Nielsen sostiene che l'80% delle persone usa smartphone e tablet mentre guarda la tv. "Noi vogliamo rivolgerci a queste persone: ci sono oltre un miliardo di smartphone nel mondo. Le possibilità di crescita sono enormi", prosegue Fisher.

Shazam punta non solo ad arricchire di contenuti e Tweet la visione di un programma, ma conta di rivoluzionare anche il nostro modo di fruire la pubblicità. Un domani potremo acquistare il prodotto immediatamente, mentre guardiamo lo spot. Oppure avere più informazioni o interagire direttamente con l'oggetto reclamizzato. Immaginate ad esempio di vedere lo spot di un auto che dalla tv passa sul vostro tablet e si trasforma in un videogame. Le possibilità, in teoria, sono infinite.

Il servizio è già attivo negli Stati Uniti. I primi esperimenti sono stati portati avanti insieme al canale NBC durante le Olimpiadi. Dopo alcuni mesi di rodaggio, Shazam ha stretto accordi con oltre 160 emittenti in America. Con risultati incoraggianti: il 54% degli utenti di Shazam usa l'applicazione mentre guarda la tv. Quando compare il simbolo di Shazam sullo schermo, basta attivare l'app per avere accesso ai contenuti extra. Dopo gli USA, adesso è la volta dell'Europa, con l'Inghilterra in prima fila. Lo scorso febbraio durante i Brit Awards, gli Oscar della musica made in Britain, Shazam offriva biografie dei protagonisti, trivia e collegamenti a Youtube per ascoltare tutte le canzoni in concorso. In Irlanda, invece, sta andando in onda una pubblicità della Volvo: usando Shazam si può richiedere una prova su strada e si partecipa all'estrazione di un'iPad Mini.

La compagnia inglese spera di stringere accordi con le maggiori tv europee, Italia compresa (siamo il quarto paese al mondo come numero di utenti), già nel 2013. Per le pubblicità occorrerà aspettare un po' di più, perché ogni paese ha regole diverse da rispettare. Insomma, ci vorrà del tempo, ma presto smartphone e tablet rivoluzioneranno il nostro modo di guardare la tv. Anzi, lo stanno già facendo.

(Fonte: www.repubblica.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

lunedì 6 maggio 2013

Instagram, ora si può taggare: "Photos of you".

Tag, una delle parole più magiche del web. Significa letteralmente "etichettare", mettere un segno di riconoscimento, un nome proprio o comune che individua quello che si vede sullo schermo. E soprattutto lo rende cliccabile, esplorabile, in grado di aprire pagine e pagine di informazioni su quello che si sta visualizzando. Instagram, il social network basato su immagini e filtri fotografici, si aggiorna introducendo i tag sull'immagine, con cui identificare persone e cose. Un passo importante per l'app, acquistata da Facebook per un miliardo di dollari, perché per quanto riguarda l'ecosistema di Instagram, il tag aprirà nuovi scenari per la comunicazione e la monetizzazione.

Rispetto a prima, ora l'utente potrà decidere di inserire tag direttamente sull'immagine, e non solo nel campo dei commenti. I nomi dei propri contatti Instagram si autocompletano mentre si digita, ma oltre alle persone il dettaglio interessante per il marketing è che si possono taggare anche oggetti. Cliccando su una lattina ad esempio si potrà arrivare al profilo Instagram della bibita. E da qui in poi è facile immaginare nuove forme di marketing social e virale basate su questa popolarissima app di condivisione di immagini.

Novità e privacy. La funzione di tag ha un nome: "Photos of you", e tutto nella foto è taggabile, dal volto delle persone fino ai vestiti o al poster dell'attore o della località balneare sullo sfondo, agli oggetti sul tavolo, al volante dell'auto. Ogni elemento nell'immagine è insomma una chiave verso altre zone del web. Proprio come già accade su Facebook da sempre, ma stavolta in un contesto mobile che è proprio quello su cui punta Zuckerberg per alimentare i guadagni della sua azienda. Senza contare il traffico generato dai rimandi ad altri contenuti.
La nuova versione di Instagram con Photos of you è disponibile per iPhone e Android. Ancora manca l'app per Windows Phone, che però molte indiscrezioni danno in arrivo per la metà di maggio, e inizialmente per gli smartphone Nokia Lumia. Naturalmente è possibile regolare come le immagini con tag personale possono essere aggiunte al profilo, sia automaticamente che a mano, e impedire del tutto il procedimento.

(Fonte: www.repubblica.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

Il 2013 di Facebook inizia con un aumento nei ricavi pubblicitari

La trimestrale di Facebook, relativa ai primi tre mesi del 2013, mostra come siano in aumento gli utenti che utilizzano il social network da dispositivi mobile e come siano in aumento i ricavi derivati dalla pubblicità.
Secondo i dati diffusi da Facebook, a marzo 2013 gli utenti attivi al giorno sono stati in media 665 milioni, con un incremento del 26% anno su anno. Sempre a marzo 2013, gli utenti attivi mensili sono stati 1,11 miliardi, con un incremento pari al 23%. Incremento ancora più alto ed evidente se si considerano gli utenti mobile, che al 31 marzo 2013 erano 751 milioni, con un incremento del 54% anno su anno.
Per quanto riguarda le strategie di business adottate, Instagram ha raggiunto i 100 milioni di utenti attivi al mese nel primo trimestre del 2013, mentre Facebook Home per dispoisitivi Android ha avuto subito un riscontro positivo. Per gli investitori sono stati lanciati Lookalike Audiences, Managed Custom Audiences e Partner Categories, per aiutarli a migliorare la loro capacità di colpire il target giusto.
In riferimento ai ricavi, nel primo trimestre sono stati pari a 1,46 miliardi di dollari, con un incremento del 38% rispetto a 1,06 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2012. I ricavi pubblicitari sono stati 1,25 miliardi di dollari, pari all’85% del fatturato totale, con un aumento del 43% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Le entrate che derivano dalla pubblicità da mobile hanno raggiunto il 30% dei ricavi pubblicitari.
Il popolare social network si dice impegnato a far sì che gli investitori possano pubblicare annunci su Facebook più rilevanti per gli utenti, collaborando con aziende e piattaforme come Datalogix e Epsilon per consentire a coloro che si occupano di marketing di incorporare dati di acquisto al di fuori di Facebook.

(Fonte: www.pmiservizi.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

Un SEO sa molte più cose.


Un SEO sa molte più cose di quanto possiate pensare, o almeno dovrebbe saperle per poter meritare a pieno titolo questa definizione. Chi fa SEO, e lo fa con competenza, sa molte più cose di quante normalmente gliene vengono attribuite.
A metterlo in chiaro è un video di Rand Fishkin, che nel suo ultimo Whiteboard Friday spiega come è cambiata nel tempo la professione del SEO e come si trasforma continuamente. Ogni giorno.
Molti SEO infatti non si definiscono più tali, ma preferiscono definire piuttosto la loro attività di online marketing, inbound marketing, earned media marketing, ecc. ampliando il concetto di SEO con una visione della professione a tutto tondo. Tanto che la domanda di Fishkin, in sostanza, è: “vale ancora la pena parlare di SEO o è troppo limitativo?”.
Negli ultimi dieci anni questa professione ha subito notevoli trasformazioni. Prima chi faceva SEO si occupava di scrivere contenuti a tema con l’argomento del sito da promuovere, mettere correttamente le giuste keyword all’interno del testo, ottimizzare i tag, costruire o modificare l’architettura informativa e il gioco era sostanzialmente fatto. Poi si sono aggiunti i link (con tutte le attività spammose che ne sono seguite), ma questo era sostanzialmente tutto quello che faceva un SEO.
Ma il mercato cresce e si allarga, nascono nuovi tool, nuove piattaforme, nuovi fattori di ranking, ma soprattutto cambiano le esigenze. E cambia anche il SEO.
Il SEO non fa più solo SEO, ma fa marketing online, perché le necessità delle aziende aumentano e cambiano e così il SEO deve abbracciare progressivamente nuovi interessi e nuove discipline, interessarsi di altri contesti, vedere ciò che succede fuori e adattarsi continuamente al mondo che cambia.
In breve, l’ottimizzazione sui motori di ricerca è solo una delle tante attività del web marketing che il SEO deve portare avanti, sempre più alle prese con i social network, la link building attraverso i contenuti, blog, community, settori in cui deve intervenire necessariamente per poter portare a casa il risultato finale.
Con il tempo si è passati quindi dalle tattiche alle strategie a lungo termine, dettate dal moltiplicarsi dei fattori di ranking che incidono sul posizionamento, che hanno spinto i SEO a prendere in considerazione l’analisi dei dati per poter gettare le basi di una pianificazione di marketing.
Ma mentre la figura del SEO cresce, cambia e si trasforma a seconda dell’espansione e dell’evoluzione del marcato, molti restano ancorati ad un’immagine poco lusinghiera di questa professione, associata ad attività ormai in decadenza (perlomeno nella maggior parte dei casi) di spamming, manipolazione, studio di strategie in grado di ingannare il motore di ricerca violando le sue regole e assumendo comportamenti poco etici.
La cosa più importante da capire è che il SEO - proprio come la disciplina e il settore in cui lavora – cambia continuamente, ad una velocità pazzesca, e abbraccia progressivamente molti settori un tempo considerati lontani.
Qualche esempio?
In passato  il SEO si occupava solo di ranking, contenuti, tag e link. Oggi deve conoscere e saper precedere decisioni anche nel settore della user experience e del design, dei contenuti, del brand e dell’email marketing, nelle PR online e offline, nella vendita e advertising, nella programmazione, nel servizio e assistenza clienti, nei social network e nelle community.
Senza conoscere e influenzare questi settori, il SEO non può definirsi un vero SEO.
E allora cosa fa un SEO?
Semplice, aiuta il cliente a migliorare il suo business e senza tener conto di tutti questi fattori, l’azienda avrà difficoltà a crescere!

(Fonte: www.pmiservizi.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa 

mercoledì 21 marzo 2012

Tutto Leonardo in un'«app»

Leonardo ai tempi del cellulare. Ideale per nativi digitali e non solo. Sarebbe felice il maestro Da Vinci, sempre in cerca del nuovo, se potesse vedere l'app «LeonardoAround. I luoghi di Leonardo a Milano» che sarà presentata oggi al Museo della Scienza e della Tecnica. La tecnologia «mobile» a braccetto con l'arte, la storia e la cultura: risultato, un agile strumento di conoscenza sia per cittadini milanesi che per turisti, scaricabile gratis da App Store per iPhone e iPad in italiano e in inglese.

Realizzata dallo stesso Museo con Ibm Human Centric Solutions e Latitude Sedona, l'app non si limita a esaminare le preziose opere leonardesche milanesi, ma porta a spasso per la città a ritrovare i luoghi dove ha vissuto e lavorato, le architetture che ha osservato, i monumenti che testimoniano la sua presenza. «Spesso Leonardo è considerato un genio isolato, un outsider», commenta Claudio Giorgione, autore dei testi e curatore del dipartimento «Leonardo arte e scienza» in via San Vittore 21. «Ci si dimentica che anche qui a Milano è vissuto in un contesto urbano concreto, influenzato da ambienti e realtà che incontrava ogni giorno».

Se dunque l'itinerario parte dal Museo (e dalla sua storica collezione di modelli di macchine leonardesche), il panorama si allarga subito ad altri luoghi e monumenti, come la Biblioteca Ambrosiana, il Cenacolo, il Duomo, i Navigli, il Castello, il «Cavallo» di San Siro. Siti più o meno conosciuti, che comunque conservano e documentano le vicende vinciane in città. «Proprio come Leonardo, questa app ha un carattere dinamico e aperto - prosegue Giorgione - potrà essere ampliata, approfondita o modificata nel tempo: sono graditi commenti e recensioni dei fruitori su App Store o sulle nostre pagine Facebook e Twitter».

(Fonte: www.corriere.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

Video, social network e smartphone: Italia innamorata della “Nuova Internet”

Generazione Flux. Così il magazine Fast Company americano ha definito il tipo d’uomo che nei prossimi anni si troverà a interagire con la “new Internet”, con lo sviluppo dei media digitali interattivi e l’incenssante flusso di dati che generano. Per una volta l’Italia non è il fanalino di coda, anzi, la “nuova Internet” da noi è già in piena attività, sta mutando le nostre abitudini di utenti e lettori, aprendo anche inediti scenari di business. Una rivoluzione che sta cambiando i connotati al mondo dell’editoria e della pubblicità. È quanto emerge dalla ricerca «Digital Media: in pieno decollo. Video, social network, tablet e smartphone» sul valore del mercato ITC in Italia nel 2011, dell'Osservatorio New Media & New Internet e presentata al Politecnico di Milano.

DATI – I dati di crescita del settore sono impressionanti, se rapportati alla crisi in corso e ai segni negativi di altri ambiti: cresce la raccolta pubblicitaria e ricavi pay su smartphone (+70% e +120%) e tablet (+110% e +150%). Raddoppia la pubblicità sui Social Network (in Italia quasi 24 milioni di utenti), crescono dell’130% i ricavi generati dalle App e cresce dell’80% il valore della pubblicità sui Video online, trainato dalle offerte sempre più ricche degli editori e dalle masse di utenti di YouTube e triplicano le Connected Tv (dal 10% a oltre il 30%). Si tratta di un mercato ancora limitato (il 7%) rispetto a quello complessivo dei Media, ma il trend di crescita fornisce agli operatori indicazioni inequivocabili sulla direzione da prendere, perché “sarà con questo volto che l’Italia potrà entrare a testa alta nell’economia digitale” afferma Andrea Rangone, responsabile degli Osservatori ICT del Politecnico.

CONTENUTI – Ma come è possibile che l’Italia, gravata dal noto digital divide e dove il pc risulta presente in appena il 60% delle case, si trovi improvvisamente così brillante sul fronte multimediale? Semplice, perché la nuova Internet è multi-device. «Esce dal pc e si affaccia su altri mezzi come Smartphone (sono 21 milioni gli italiani possessori di un telefono avanzato, ndr), tablet, le consolle da gioco, o le smart tv» afferma Vincenzo Russi, direttore del Cefriel. Questa nuova Internet sembra cioè plasmarsi alla perfezione con certe nostre attitudini: la nostra «passione per il mezzo televisivo si rispecchia nell’enorme fruizione di streaming video sul web (lo fa il 73% degli utenti), da cui la crescente diffusione delle Smart Tv, già connesse». C’è poi il florido mercato delle applicazioni per telefoni e tablet, su cui i gruppi editoriali si sono cimentati con notevole tempismo. E in ultimo l’innamoramento degli italiani per i Social Network con Facebook in testa (21 milioni di profili) e una penetrazione superiore a quella di Usa e Brasile.

SFIDA – Una scommessa per i gruppi chiamati a produrre il “flusso” di informazioni ma a saperle smistare e indirizzare nei diversi dispositivi. Oltre a dover gestire un contatto diretto con gli utenti in modalità inedite rispetto al passato e all’abbandono, non sempre facile, di modelli obsoleti. «Per questo si apriranno spazi per nuovi soggetti che sapranno inventare tipologie di business, come sta accadendo per le Social Tv che sono tutte start-up. È una grossa chance per i giovani» afferma Giovanni Toletti, responsabile della ricerca. Un quadro per una volta entusiasmante al quale manca un tassello: la domanda sulla qualità dei contenuti che gli Italiani vorranno prediligere, ma questa è un’altra storia.

(Fonte: www.corriere.it)
Cesare Paris
Seo Specialist
Ufficio Stampa

"Noverca lancia Nfc e Fidelity Paypal, un lettore per smartphone"

I pagamenti in mobilità sono il prossimo fronte da conquistare per gli smartphone. Un terreno ricco e pieno di opportunità: tutti i principali produttori stanno incorporando sistemi Near Field Communication nei loro dispositivi mobili, una tecnologia che se applicata alle transazioni economiche, permette all'utente finale ad esempio di pagare presso un esercizio semplicemente passando lo smartphone in prossimità ravvicinata a un rilevatore, massimo dieci centimetri. Si paga senza toccare altro che il dispositivo mobile.

Noverca. In Italia la sperimentazione dell'Nfc per i pagamenti mobili è iniziata, con Torino, Milano e Roma come città teatro degli esperimenti più interessanti, ad esempio il Mobile Ticketing per i mezzi pubblici. E ora gruppo Acotel con Intesa Sanpaolo sta lanciando  servizi in mobilità per privati e aziende, che vanno dai pagamenti wireless con Nfc alla brandizzazione della Sim, per offrire alle aziende strumenti e servizi sulla piattaforma tecnologica Noverca. Spiega Davide Carnevale, marketing manager di Noverca: "In Italia la tecnologia Nfc è all'inizio ma esploderà nei prossimi due anni, come dicono anche studi autorevoli. In questa fase, il mercato sta adattando i punti vendita e i dispositivi Pos alla nuova tecnologia, soprattutto nel circuito della grande distribuzione. E' tra l'altro già possibile pagare con l'Nfc in molti fast food della Capitale e in una nota catena di abbigliamento".

Ma in cosa una Sim telefonica Nfc è diversa da una carta di credito basata sulla stessa tecnologia di prossimità? "Semplicemente, una Sim può contenere più carte di credito, oltre alla comodità di averla sempre nel cellulare. Se lascio il portafogli a casa non avrò difficoltà a pagare usando il telefono", prosegue Carnevale, "e a breve potrò farlo anche se il cellulare non è un dispositivo Nfc, perché ad essere abilitata alla tecnologia sarà la Sim card". La tecnologia sarà quindi disponibile anche per i terminali a basso costo, oltre che sugli smartphone dell'attuale e delle prossime generazioni. Noverca lancia anche una interessante idea di "Fidelity Card", che porta sulla Sim dello smartphone tutte le "carte punti" dispensate da negozi e servizi. I punti raccolti al supermercato e dal benzinaio, anziché essere memorizzati sulle varie card da portafogli potranno arrivare direttamente sulla Sim e da là essere gestiti, controllandone il valore, aumentarli e trasferirli ad altri utenti. E per la sicurezza, Nfc la garantisce permettendo pagamenti istantanei entro cifre basse. Per spese superiori ai 25 euro, è previsto l'inserimento di un pin.

Paypal Here. La piattaforma per transazioni economiche di Ebay, Paypal, è la più usata nel mondo e per ora era rimasta "confinata" al dominio della compravendita digitale. Arriva la svolta verso il mondo fisico con un accessorio per smartphone appena presentato dall'azienda, un lettore di carte di credito da collegare al dispositivo mobile, in grado di accettare pagamenti sicuri passando la carta nel triangolino blu che compone l'accessorio, transazioni che poi il cliente "firmerà" sullo schermo del dispositivo. Non solo: PayPal Here contempla la funzione di check in, per riconoscere il cliente quando entra in un esercizio commerciale noto. Una funzione che integrerà il portafoglio personale "intelligente" Paypal Wallet, servizio che arriverà prima dell'estate negli Stati Uniti. In Italia, probabilmente non prima del prossimo anno.

(Fonte: www.repubblica.it)

Ufficio Stampa
Cesare Paris 

venerdì 16 marzo 2012

"Arriva il decreto DigItalia: internet per tutti entro il 2013"

Obiettivo: favorire l’alfabetizzazione informatica e potenziare su scala nazionale le connessioni internet adsl. Per colmare il gap tecnologico dell’Italia e recepire gli obiettivi definiti dall'Europa il Governo Monti ha assicurato che entro il prossimo giugno sarà pronto il decreto DigItalia: una serie di misure normative frutto del lavoro della cabina di regia dell’Agenda digitale. Prima di quel momento, sei gruppi nominati dall’Esecutivo saranno incaricati d’individuare priorità, ostacoli e copertura finanziaria. I dati evidenziano come ancora nel 2012 quattro famiglie su dieci non abbiano la possibilità di accedere al web.

Per garantire la diffusione della banda larga entro il 2013 e quella ad alta velocità entro il 2020, il governo vuole intervenire prima di tutto investendo nel potenziamento delle infrastrutture: una rete adeguata è, infatti, considerata la pre-condizione indispensabile per lo sviluppo di internet. In particolare, il gruppo “Infrastrutture e sicurezza” capitanato da Roberto Sambuco è al lavoro per reperire 400 milioni di euro. Serviranno a diffondere la banda larga nelle regioni del centro-nord e in tutte quelle aree dove ancora non esiste o che garantiscono minori guadagni. Per quanto riguarda, invece, il sud, sono già state recuperate le risorse necessarie per azzerare il divario digitale e verranno istituiti, tra qualche mese, dei bandi per attuare le opere infrastrutturali, un progetto che darà occupazione a 8.000 persone.

Sul fronte sicurezza, l’Esecutivo sta valutando l’ipotesi di creare un Cert italiano (Computer emergency response team) contro gli attacchi informatici e la definizione di progetti operativi, che rendano più sicuri i pagamenti elettronici e diano un impulso alle attività di compravendita on line sui siti di e-commerce. Il commercio online rappresenta una preziosa opportunità a disposizione delle imprese italiane, che, però, al momento sembrano preferire canali di vendita più tradizionali. Il commercio elettronico incide per solo il 5% sul fatturato (vale circa 8 miliardi di euro) contro la media europea che si attesta al 14%. L’obiettivo è sviluppare i servizi web per il 33% delle piccole e medie imprese e, nello stesso tempo, far sì che un consumatore su due faccia acquisti online. La digitalizzazione può diventare un motore d’innovazione anche per le imprese operanti in settori più “hard”, come, per esempio, quello manifatturiero. 

Altro capitolo sul quale è necessario intervenire è il cosiddetto e-government. La riforma Brunetta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha reso disponibile sul web tutti i servizi, ma solo il 10,7% dei cittadini italiani ne usufruisce realmente. Per questo motivo, un gruppo di lavoro guidato da Renzo Turatto si concentrerà sulla diffusione e la piena applicazione dell’e-government da parte delle amministrazioni centrali e locali, sul completamento delle digitalizzazioni nei settori chiave (giustizia, sanità e scuola) e sull’introduzione di un sistema che riesca a far dialogare i diversi settori amministrativi, consentendo ai cittadini di velocizzare i tempi per sbrigare ogni pratica, il tutto rigorosamente per via telematica. 
I consumatori che vogliano contribuire alla digitalizzazione del Paese, nel loro piccolo, possono cominciare a dotarsi di una buona connessione telefono adsl nelle loro case: un aiuto in questo senso può arrivare dal portale SuperMoney, l’unico in Italia accreditato dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) perché permette di confrontare le proposte di tutti gli operatori di telefono e internet attivi in Italia e di trovare l’offerta migliore in base alle proprie esigenze.

(Fonte: www.kataweb.it)

Ufficio Stampa
Cesare Paris 

"Firefox Flicks contest, campagne video per il motore di ricerca"

Mozilla Foundation ha lanciato un contest che chiama video maker di tutto il mondo a descrivere con proprie opere originali la storia della fondazione, della sua creatura più nota ai più Firefox e le possibilità che questo offre agli internauti. “Firefox Flicks” è il nome del concorso, che ha la scadenza fissata al 1° maggio 2012.

Obiettivo della gara è: aiutaci con un video a realizzare nuovi contenuti utili a Firefox per cercare di aiutare le persone a risolvere i problemi incontrati nella navigazione, sul web. Per far capire quanto Firefox e Mozilla siano attività no-profit al servizio delle persone.
Quattro le categorie in gara: “30 Spot”, “Animation”, “Use of New Open Technology”, “Public Service Announcement”, ovvero annunci per la cosa civica, pubblica.

“Mozilla wants the world to know more about what makes Firefox different: that we’re a non-profit organization aimed at keeping the power of the Web in people’s hands. Our hope is that through high-quality videos, we can help mainstream Internet users know more about the issues that affect their online lives and, more importantly, how Firefox addresses these issues. Winning videos will be used in worldwide marketing campaigns and public service announcements”.
I punti critici sui quali i video maker dovrebbero concentrarsi sono: privacy, scelta, interoperabilità, opportunità. Target, navigatori tra i 25 e i 54 anni.
“We are proudly non-profit and dedicated to doing good. We are competing with some of the world’s biggest companies to put you in control of your online experience. Firefox is developed together with a global community in the open, driven by what’sbest for users everywhere. We prioritize principles over profits”.

Questi i premi, che saranno divisi tutti per marco aree mondiali. Ogni macro area del mondo (Europa, USA, Canada, America Latina, Asia) avrà un suo super vincitore che riceverà 10.000 dollari. Ogni vincitore di categoria per ogni macroareaa avrà 5.000 dollari. Secondo posto 1.000 dollari.
Da un paio di giorni infine sono stati annunciati sul sito del concorso alcuni dei nomi dei giurati. Nomi celebri, tra iquali Edward Norton, Shauna Robertson, Couper Samuelson, Jeff Silver, Ben Silverman.

(Fonte:www.pmiservizi.it)

Ufficio Stampa
Cesare Paris 

giovedì 15 marzo 2012

"AdWords e campagne video con i formati TrueView"

Già da un anno è possibile vedere su YouTube gli annunci video TrueView, attraverso cui gli utenti possono decidere l’annuncio da guardare. Inizialmente questa tipologia di annunci era disponibile in forma sperimentale negli Stati Uniti, oggi invece tutti gli inserzionisti europei hanno a disposizione la possibilità di sfruttare al meglio le potenzialità che un video può comportare per quanto riguarda l’advertising online soprattutto attraverso la piattaforma Youtube, il canale video di Google che ogni giorno conta milioni di visualizzazioni in tutto il mondo, è a disposizione degli inserzionisti che vogliono sfruttare al meglio la possibilità di impostare campagne pubblicitarie su Youtube per il proprio business online.

Le tipologie di annunci in formati TrueView

Attualmente sono quattro i formati disponibili che basano il proprio costo sulla visualizzazione:

  • Annunci video TrueView In-stream: ovvero un formato di annunci che permette all’utente di saltare l’annuncio (pre-roll, mid-roll o post-roll) dopo 5 secondi di visualizzazione, in questo caso l’inserzionista riceve l’addebito se l’utente guarda l’annuncio per 30 secondi o per intero.
  • Annunci video TrueView In-slate: in caso di video long form ovvero della durata di più di 10 minuti su YouTube, gli utenti possono scegliere fra tre annunci da guardare o le interruzioni pubblicitarie standard nel corso del video. Gli inserzionisti pagano solo quando l’utente sceglie di guardare il suo annuncio.
  •  Annunci video TrueView In-search: inizialmente chiamati video sponsorizzati quando gli inserzionisti scelgono di utilizzare questo formato il video viene promosso accanto ai risultati di ricerca video di YouTube o di Google in relazione alle parole chiave. Gli utenti che cliccano possono guardare l’annuncio video nell’unità pubblicitaria, una pagina canale di YouTube o su una pagina di visualizzazione.
  • Annunci video TrueView In-display: noti come video click-to-play, si tratta di annunci video promossi accanto ai video YouTube consigliati o ai contenuti correlati di un altro sito web sulla Rete Display di Google. Il formato di questa tipologia di annunci varia in base alle dimensioni degli annunci e ai formati di visualizzazione supportati dai publisher dei contenuti.
In poche settimane l’attività del sito ads.youtube.com sarà sospesa per permettere agli inserzionisti di passare ad utilizzare AdWords per i video, un sistema che attualmente è in versione beta, ma che permette di creare e gestire annunci video direttamente mediante l’account AdWords. Basta accedere al proprio account AdWords e cliccare sull’opzione per creare una campagna video.

Per maggiori informazioni e supporto consultare la Guida alla configurazione di AdWords per i video

(Fonte: www.pmiservizi.it)

Ufficio Stampa
Cesare Paris 

"Online la nuova guida SEO di Google"

Google ha pubblicato una nuova guida SEO mettendo a disposizione dei Webmaster un documento, aggiornato e implementato rispetto alla prima guida realizzata un paio di anni fa, che fornisce informazioni utili su come ottimizzare un sito web per i motori di ricerca e per gli utenti.
La “Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO)” nasce in un primo momento come strumento per il team di Google, il motore di ricerca per eccellenza, per poi essere pubblicata online per aiutare gli utenti a migliorare la visibilità del proprio sito web posizionando i propri contenuti nei risultati di ricerca.

La guida SEO di Google spiega come ottimizzare al meglio il proprio sito attraverso una serie di attività on-site, nello specifico affrontando i seguenti argomenti:

    SEO: Concetti di base
  • Migliorare la struttura del sito
  • Ottimizzare il contenuto
  • Come comportarsi con i crawler web
  • SEO per cellulari
  • Promozione e Analisi

Indicazioni e spiegazioni vengono fornite in maniera molto chiara, anche grazie all’ausilio di immagini esemplificative. Per ogni argomento trattato vengono inoltre proposti un glossario e dei link di approfondimento.

Link: Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO)

(Fonte: www.seo.roma.it)

Ufficio Stampa
Cesare Paris

mercoledì 14 dicembre 2011

"Social 2.0, gamification e coupon, tutto con Jumpin Club."

Periodo di Natale, periodo di acquisti. Sembra che quest’anno sotto l’albero ci saranno molti coupon e saranno molto graditi, una ricerca di Vivastreet indica che il 58% degli intervistati ne desidererebbe uno. Ma cosa sono i coupon? Imperversano sul web in tutte le salse, si possono utilizzare per fare una visita dal dentista, per viaggiare, per andare a cena fuori , per fare sedute estetich.
Insomma ce n’è per tutti i gusti. Fin qui nulla di nuovo se non fosse che si possono ricevere forti sconti, anche l’80%, e il coupon può essere utilizzato in un periodo di tempo esteso. Insomma, a quanto pare un regalo gradito da chi lo riceve e che permette di risparmiare a chi lo fa.

Nel contempo i partner, ovvero le attività che propongono il coupon, ricevono in cambio un aumento di clientela e se si sapranno comportare bene forse avranno acquisito un nuovo cliente fedele anche per il futuro.

Come detto esistono moltissimi siti che fanno questo tipo di offerte, hanno tutti una Fan Page Facebook a volte un profilo Twitter e bloccano qui la loro esperienza social. Da poco è nato un nuovo servizio che aggiunge quel qualcosa in più che potrebbe fare la differenza nell’epoca del social 2.0. Si chiama Jumpin Club e riunisce le caratteristiche di un sito che vende coupon, di un social network e di qualcosa di simile a Foursquare. Jumpin è stato lanciato da Virgilio nel maggio 2011 e sta riscuotendo un buon successo. La vera novità sta nel suo aspetto di social shopping che si interseca con la gamification.

In pratica si acquistano i coupon e in cambio si ricevono Jump, la moneta virtuale, che non viene semplicemente accumulata insieme ai vari badge, restando inutilizzata come in Foursquare. Ogni 100 Jump si ricevono ulteriori 5€ di sconto, per guadagnarli ci sono molti modi, tra cui l’invito di altri amici. Ed è proprio qui che interviene la dimensione social, infatti è possibile condividere impressioni, esperienze, domande. Sotto alla descrizione di ogni coupon c’è uno spazio messo a disposizione per interagire con i vari utenti, fare domande ma anche solo condividere esperienze. Un altro modo per acquisire Jump è la conquista di badge, che come per Foursquare si vincono facendo determinate azioni, ad esempio acquistando più volte coupon della stessa categoria.

(Fonte: PMI Servizi)

Ufficio Stampa
Cesare Paris

"Parte l’avventura italiana di Zazie per i social network e libri."

Un ambiente su misura per i libri e per i lettori. Un luogo dove condividere con gli altri le proprie passioni letterarie e i propri scaffali di carta. Un mezzo per viaggiare dentro le biblioteche di amici online e ospitare amici online nelle proprie biblioteche. Da un paio di giorni è sul web un social network dedicato alla letteratura, alla lettura e al piacere della lettura. Zazie è il suo nome, ed è sicuramente un bel posto nel quale trascorrere momenti piacevoli, conoscere autori e magari, per chi non ne abbia ancora mai avuta, farsi venire la voglia di leggere.


Zazie, ovviamente da “Zazie nel metro” romanzo di Raymond Queneau (titolo in lingua originale “Zazie dans le métro”) del 1959, diventato un film di Louis Malle nel 1960.

Libro cult, ispirazione di un social network che così, nei suo primi giorni di “pubblicazione” parla di sé: “È un ambiente fatto su misura per gli amanti dei libri e della lettura. Su Zazie.it potrai creare la tua libreria virtuale, archiviare, votare e recensire i libri che hai letto, curiosare nelle librerie degli altri per scoprire nuovi autori e nuovi percorsi di lettura. [...] Il bello è che puoi usare Zazie come più ti piace. Libreria e archivio delle tue letture, spunto per conoscere nuovi libri e nuovi autori, social network per conoscere nuovi amici-lettori, commentare le loro recensioni e seguire i loro aggiornamenti. Che tu ti senta molto social o che tu ami la privacy, su Zazie potrai trovare la tua dimensione ideale”.

Sul social si può importare la propria libreria già caricata su un’altra piattaforma oppure ovviamente crearne una nuova. Il tutto poi per lo scopo di essere mostrato condiviso e scambiato. I libri vanno archiviati per i classici crediti come autore e titolo, recensione e voto. Poi però al fianco di queste chiare e abituali possibilità bibliotecarie e social una nuova idea. Archiviare i libri anche in base allo stato d’animo migliore, consono alla loro lettura. Il mood. Segnalare insomma se per se stessi, per l’esperienza vissuta, un testo possa essere e sia stato più efficace nella noia o nella gioa, se sia stato scelto e si debba scegliere in un giorno di felicità o di malinconia. E inoltre, ancora per lo stesso libro, il ComeDoveQuando (CDQ): come dove e quando si è soliti leggere o si è letta un’opera.

Pareri, valutazioni, archivi, impressioni e abitudini quindi. Per una scommessa italiana che punta sull’intersezione di tutte le caratteristiche comuni individuate nella lettura e nell’utilizzo di social network.

(Fonte: PMI Servizi)

Ufficio Stampa
Cesare Paris

"Nuove funzioni e collegamenti con AdWords per Google Analytics:"

Google in qualche modo ci ha abituati alle novità, ultimamente sembra che il team di esperti di Big G siano sempre alla ricerca di tutte quelle sfumature utili a migliorare il lavoro ad inserzionisti ed utenti. L’ultima novità riguarda Google Analytics, un team con a capo Gavin Doolan, esperto di Analytics, definisce i miglioramenti apportati nello specifico alla funzione di collegamento di un account AdWords in Google Analytics v5.

La nuova funzione permetterà di collegare più account AdWords in Google Analytics, mentre prima era possibile collegare solo un account AdWords a un account Google Analytics rendendo più complesso l’uso della codifica automatica e dei rapporti AdWords in Google Analytics. Ecco i tre passaggi necessari a collegare più account AdWords a un singolo account Analytics nella nuova versione (da impostare come predefinita):

    Accedere al vostro profilo Google Analytics.
    Cliccare su Nuova versione in alto a destra della pagina.
    Cliccare su Imposta come versione predefinita.

Questo passaggio è fondamentale per fare in modo che durante l’accesso ad AdWords possa essere visualizzata la nuova interfaccia di collegamento.
Collegare gli account Adwords e Analytics

Seguite questi passaggi per collegare gli account:

    Accedere all’account AdWords
    Cliccare sulla scheda Strumenti e rapporti e selezionate Google Analytics.
    Cliccare sull’icona a forma di ingranaggio in alto a destra.
    Selezionare “Tutti gli account” in alto a sinistra della pagina.
    Cliccare sull’account al quale desiderate collegare l’account AdWords.
    Cliccare sulla scheda Sorgenti di dati.
    Cliccare sulla scheda AdWords.
    Cliccare su  Collega account.

Il procedimento è lo stesso quando si tratta di un account facente parte di un Centro clienti. Infino il team ha anche semplificato il procedimento di importazione dei dati AdWords in più profili di Google Analytics.

(Fonte: PMI Servizi)

Ufficio Stampa
Cesare Paris


"Siti web accessibili con Joomla FAP, per le Pubbliche Amministrazioni."

Un 2011 ricco di novità e soddisfazioni per il CMS Joomla!, un anno che ha visto il rilascio di due major release, la 1.6 e subito dopo la 1.7, e la vittoria all’Open Source Award 2011, ma non è tutto, sono disponibili i file per la versione FAP (For All People) del CMS.
La versione accessibile per Joomla 1.7

I file disponibili da ieri sono necessari a rendere la versione di Joomla 1.7.x allineata con quanto emanato nella Legge Stanca a proposito di accessibilità e usabilità dei siti internet.

Joomla FAP è un progetto parallelo al CMS padre che esiste fin dalla versione 1.0 e che ha reso appetibile Joomla! per i portali delle Pubbliche Amministrazioni in quanto consente, con alcuni passaggi, di adeguare il core del Content Management System alla normativa sulle barriere architettoniche digitali.

Il rilascio di FAP per la 1.7 si deve a uno sviluppatore italiano, Alessandro Pasotti, che ha fatto un grande lavoro semplificando la procedura di installazione dei file e, soprattutto, ha eliminato qualsiasi modifica ai file sorgenti di Joomla!, rendendo il progetto FAP molto più stabile perché si gestisce, di fatto, come una normale estensione.

Come per la versione accessibile dei precedenti rilasci di Joomla! bisogna scaricare e installare un componente, un plug-in di tipo system (da abilitare) e un template accessibile.

L’unica cosa alla quale bisogna prestare attenzione sono le posizione modulo del template accessibile, si dovrà infatti riassegnare tutti i moduli alle posizione previste dallo stesso, cosa che del resto capita comunque quando si decide di cambiare layout al sito web.

(Fonte: PMI Servizi)

Ufficio Stampa
Cesare Paris